MALATI D’INSODDISFAZIONE

Quando vado su Netflix e cerco un film da guardare vado completamente in crisi. Vado in crisi perché non riesco mai a decidermi su cosa guardare. Passo più tempo a scegliere cosa guardare che a guardare effettivamente qualcosa. È che ci sono troppe alternative. Mi perdo. Ma il problema è che ‘sta cosa di non riuscire a scegliere non mi succede soltanto su Netflix, mi succede nella vita in generale. Quando devo scegliere qualcosa, anche se è una cazzata, anche se non ne varrebbe la pena, vado in crisi. E alla fine, quando scelgo, quando prendo una decisione, penso sempre che avrei potuto scegliere meglio. Ho sempre la sensazione di aver trascurato delle alternative migliori. Ho un grosso problema con le alternative. Tutti quanti abbiamo un grosso problema con le alternative. Siamo nell’epoca delle alternative, nel momento in cui le opzioni di scelta superano di gran lunga la nostra capacità di gestirle. In effetti tutto quello che scegliamo, facciamo, compriamo, viviamo ha sempre delle alternative. Le alternative di scelta disponibili sono infinite, per ogni singola cosa. Sono troppe, ci sovrastano. C’è una malattia di cui soffriamo tutti oggi, e io credo che questa malattia sia strettamente collegata alla quantità esagerata di alternative disponibili che abbiamo. L’Insoddisfazione. Siamo malati d’insoddisfazione. Non siamo mai soddisfatti di quello che facciamo e di quello che abbiamo perché siamo fin troppo consapevoli dell’infinità di alternative esistenti. La consapevolezza che esista molto altro al di là del nostro ci rende incapaci di godercelo fino in fondo. In realtà non è che siamo propriamente insoddisfatti, più che altro siamo falsamente convinti che la soddisfazione sia sempre da un’altra parte rispetto a dove ci troviamo. L’insoddisfazione di cui soffriamo è il risultato di una visione totalmente distorta. E parte tutto dalle alternative. Lo spettro di alternative è talmente ampio, che un minuto dopo aver scelto qualcosa pensiamo già a cos’altro potremmo scegliere. Abbiamo così tante strade percorribili sotto gli occhi, in ogni ambito, che sentiamo l’urgenza di provarne il più possibile. Ecco perché siamo sempre insoddisfatti. Perché siamo continuamente distratti da quello che abbiamo intorno. Siamo portati ad avere la testa altrove rispetto a dove ci troviamo, ad avere gli occhi puntati su altre cose rispetto a quelle che stiamo facendo, su altre persone rispetto a quelle che abbiamo davanti. Non riusciamo a concentrarci sulla nostra scelta, sul nostro momento, sulla nostra strada. Ci stanchiamo immediatamente, e inevitabilmente, di tutto perché sappiamo perfettamente che c’è tanto altro da provare. Non ci leghiamo più nemmeno alle persone. Anche i rapporti con le persone sono sempre più usa e getta. Le relazioni sono molto meno prolungate e molto meno intense perché non riusciamo a focalizzarci esclusivamente su quello che viviamo mentre lo viviamo. Sappiamo di poter rimanere potenzialmente in contatto con centinaia di persone, in maniera estremamente facile e quotidiana, quando, dove e come vogliamo, accontentarsi soltanto di una ci sembra una perdita di tempo. La qualità delle relazioni interpersonali si è deteriorata da quando è aumentata la quantità di contatti possibili. È che ci stiamo abituando a sostituire come se niente fosse, perché abbiamo gli strumenti per farlo. Non ripariamo più, noi sostituiamo. Come su Amazon, dove possiamo mandare indietro quello che non ci piace, nei rapporti con le persone, specie nei rapporti di coppia, tendiamo a fare la stessa cosa. Il difetto implica sostituzione, l’ostacolo prevede un cambio di rotta. Cerchiamo una soluzione alternativa, che “stavolta sarà quella giusta”, anziché tentare di capire. Nessuna riparazione, nessuno sforzo correttivo. Da quando è più facile cambiare, non cerchiamo più di capirci. Facciamo una fatica disumana a goderci le cose che abbiamo davanti, perché automaticamente ci viene da spostare l’attenzione sulla marea di alternative che abbiamo intorno. Forse stiamo diventando esattamente come i nostri cellulari. Abbiamo bisogno di aggiornarci continuamente per vivere. Otteniamo qualcosa e abbiamo subito necessità di ottenere qualcos’altro. Siamo talmente in balia dell’infinità di alternative potenziali, da non riuscire mai a trovare quella giusta per noi, quella per cui valga la pena fermarsi, quella per cui valga la pena restare. Abbiamo paura di restare. È come essere a bordo di una macchina che va e dalla quale non vediamo l’ora di scendere. Poi però, una volta scesi, pensiamo subito che saremmo potuti scendere da un’altra parte, e vogliamo rimetterci ad andare. Siamo malati d’insoddisfazione. Siamo insoddisfatti che corrono ossessivamente dietro all’illusione di soddisfarsi.

 

 

 

 

 

 

 

11 commenti

  1. Mi piace leggere quello che scrivi, leggere delle parole profonde, ma scritte con leggerezza.
    Non sappiamo scegliere, e vogliamo tutto; un tutto superficiale che non ci appartiene sul serio, e che comunque ci porta all’insiddisfazione.

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  2. Quanta verità in queste righe. Siamo una generazione di quasi tutte persone insoddisfatte . Forse non è colpa nostra perchè siamo figli un mondo che corre e che non riesce a fermarsi . Troveremo mai un momento in cui fermarci e sentirci appagati ??

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  3. Non so come tu faccia ma ogni volta mi fai commuovere. Mi trasmetti molta tranquillità e riesci, sempre, a sorprendermi spiegando alla perfezione i sentimenti della maggior parte (se non di tutti) di noi. Grazie per riempire queste giornate ancora un po’ troppo grigie con belle parole colme di significato, che lasciano molto su cui riflettere.

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  4. Hai detto un sacco di cose tristemente vere. Avere così tante possibilità di scelta ci ha resi schiavi dell’idea di doverne sfruttare il maggior numero possibile, abbiamo paura di perdere occasioni non buttandoci nelle mille alternative che questa società ci illude di avere. In realtà ad oggi non abbiamo alternativa, non siamo ancora in grado di estranearci da questo turbinio di possibilità e di prendere decisioni che siano veramente buone per la nostra vita. Penso che sia una fortuna essere nell’epoca delle possibilità (lo preferisco ad alternative) ma credo anche che dobbiamo ancora imparare a farne buon uso. Però volendo essere positivi, con un bel po’ di impegno e lavoro su noi stessi, ce la possiamo fare!

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  5. ”Forse stiamo diventando esattamente come i nostri cellulari. Abbiamo bisogno di aggiornarci continuamente per vivere”. Non ci avevo mai pensato, ma è esattamente così, cambiamo affetti come cambiamo cellulari.

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  6. Applauso.

    E pensare che guardo i vostri video quando sono depressa perché voi sorridete e pagliacciate. Ma chissà che vi passa per la testa.

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  7. Per citare un mio vecchio e caro professore “l’uomo è un essere di desiderio e, come tale, non può smettere di desiderare, poiché smetterebbe di esistere”. L’uomo è portato a cercare continuamente un qualcosa al di fuori di sé che possa renderlo completo, felice, soddisfatto, appagato, realizzato, o quello che volete. Tuttavia oggi si ha la tendenza a sostituire i bisogni ai desideri, per cui arriviamo a pensare che l’ultimo, nuovissimo e aggiornatissimo cellulare possa colmare il nostro desiderio di altro e ci ritroviamo a rincorrere un pezzo di metallo e vetro piuttosto che un sogno, un vestito piuttosto che un amico, una moda piuttosto che un amore. Pretendiamo che un semplice oggetto sia la risposta ad un desiderio vitale, come se una tessera di un puzzle da 1000 pezzi potesse incastrarsi in un puzzle da 8.
    Alla fine il problema non è che si è sempre alla ricerca di qualcosa, ma è di che cosa si va in cerca che conta.

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  8. Mi piace molto come ragioni, come affronti i problemi e i non problemi di noi giovani di quest’epoca, o di questo mondo. Detto ciò, mi viene da farti una domanda su cui spero tu ti possa soffermare, quando è insoddisfazione e quando è non volersi accontentarsi ? È vero questa nostra generazione è insoddisfatta e soffre ma allo stesso tempo siamo portati ad accontentarci e anche questo ci fa soffrire.
    Volevo condividere questo piccolo pensiero che può essere scontato ma non banale e spero ti sia di spunto !

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