COSA MI DAI IN CAMBIO?

Se c’è una cosa che non sappiamo fare è non aspettarci niente. Azzerare le aspettative nei confronti delle situazioni e nei confronti delle persone. Se ci pensi ci aspettiamo sempre qualcosa. La logica della ricompensa ci appartiene. Ci siamo abituati così, ad ottenere premi dopo aver compiuto gesti. Fin da piccoli, alle buone e alle cattive azioni è stata attribuita una buona o una cattiva conseguenza. E anche ora, alle buone e alle cattive azioni viene sempre attribuita una buona o una cattiva conseguenza. Ciò che fai ritorna, lo dicono tutti. E se lo dicono tutti poi finiamo con il pensarlo tutti, e viceversa. Oggi si parla un sacco in giro di ‘sto Karma. Io penso che tutto ‘sto Karma, quello di cui parliamo noi s’intende, ci abbia creato non pochi problemi. Problemi perché facciamo del bene con riserva. Facciamo del bene con l’aspettativa che il bene fatto ci torni indietro, in un modo o nell’altro. Ma questo non è un fare del bene sincero, è un fare del bene strumentale, è un fare del bene che implica uno scopo. Senza uno scopo facciamo poco. Il punto è che abbiamo esteso il principio causa-effetto praticamente ad ogni ambito, anche laddove non dovrebbe arrivare. D’altronde siamo maestri nel generalizzare i concetti e dilatarli. Dacci un’idea interessante e la trasformiamo in una regola diffusa. Siamo fatti così. Ed è così che alla fine ci facciamo sempre meno favori senza presupporre un favore di riflesso a quello compiuto. Siamo egocentrici che si raccontano di essere altruisti. La nostra voglia di dare è stata contaminata dalla nostra ansia di ricevere. Ci piace dare, ma è più bello se anche gli altri ci danno, dai. È proprio questa angoscia da tornaconto a rovinare tutto. Non sappiamo più pensare e agire liberi verso gli altri, tanto per farlo e basta, senza prefigurarci una contropartita. Sentiamo la necessità di dare per soddisfare il nostro bisogno di avere. È un dare agli altri che cela un voler dare a sé stessi. Quante volte ci lamentiamo di aver fatto qualcosa, o di aver dato a qualcuno, senza esser poi stati sufficientemente, secondo noi, corrisposti. Quante volte ci perdiamo a fare i conti, a fare i calcoli, a fare un bilancio dei rapporti umani. Puntiamo al pareggio, al ti do quel che mi dai, e ci facciamo domande se il dare supera l’avere. La verità è che viviamo di attese nutrendo grosse pretese. Forse sta cosa del Karma ci sta fuggendo di mano. Forse dovremmo ricordarci di distinguere la matematica dalle persone, le equazioni dalle relazioni interpersonali. Perché le seconde funzionano bene anche senza un uguale in mezzo. Anzi, funzionano meglio.

7 commenti

  1. La verità, a mio avviso, è che l’umanità intinsega in ognuno di noi viene ormai coperta e sepolta da interessi che appaiono come fondamentali, di conseguenza tutto ciò che si fa non nasconde dietro quel sentimento di fratellanza comune a tutti, bensì mero bisogno materiale

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  2. Non sono completamente d’accordo con te, cioè secondo me giusto fare del bene senza aspettarsi nulla in cambio, ma questo concetto non si può generalizzare, non può essere applicato a il rapporto tra due persone, che siano amici o amanti. Quando si tratta delle “relazioni interpersonali” come dici tu, senza un uguale nel mezzo, per me, non è un rapporto bilanciato. Giusto non aspettarsi niente in cambio, ma siamo seri non penso che tu non ci sia rimasto male se un tuo amico magari non è venuto al tuo compleanno perché doveva “studiare” (mi è successo, per questo sono così specifica). La situazione cambia quando devi fare del bene, cioè aiutare una persona, stargli accanto, li si che bisogna non aspettarsi niente. Per me il fare del bene e dimostrare il bene, sono due cose da scindere. Non so se si capisce quello che voglio dire 😅

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    1. Sono d’accordo con te. I rapporti interpersonali non dovrebbero essere unidirezionali: questo significa approfittarsi del prossimo. Non divento amica di qualcuno con la speranza che mi dia qualcosa in cambio, non sto accanto alle persone perché pretendo che mi diano qualcosa in cambio. Ma se io ci sono sempre, e metto loro al primo posto, prima di me stessa, quando mi voltano le spalle ci rimango male ovviamente. Questo significa aspettarsi di ricevere qualcosa? Credo che significhi solo amicizia, amore, bene. Credo io.

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  3. posso dire che con il passare degli anni impari a non aspettarti niente in cambio, me ne sto accorgendo in questi anni che, spesso e volentieri ,quando faccio qualcosa per qualcuno non mi interessa ricevere qualcosa in cambio ma il semplice fatto di aver fatto star bene quella persona è la mia ricompensa! cosa che da piccoli o da adolescenti “rimbambiti” difficilmente facciamo! anzi forse a causa degli ormoni la faccenda si amplifica!
    tornando ai bambini credo che sia giusto dire che se fai qualcosa di sbagliato ti potrebbe capitare qualcosa di brutto in cambio altrimenti ci sarebbe l’anarchia più totale!è giusto che capiscano che magari far del male a qualcuno non è una bella cosa!
    Al karma ci credevo ma inizio a non crederci più dopo tutto quello che mi è successo da poco! vedere un uomo con un cuore enorme che voleva bene a tutti e che trattava tutti con rispetto morire prima del tempo di cancro ti fa riflettere! e te lo chiedi “ma allora ‘sto Karma esiste o no ?!?!” perchè in questo caso è un bel no!

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  4. Capisco perfettamente di cosa parli,un esempio banale è l’amore,che sia per la ragazza o per il fratello,ormai si ama aspettandosi sempre qualcosa in cambio dall’altra persona,ma è davvero giusto? Non credo.Il concetto di amore si è perso,quello fine a se stesso,quando bastava che l’altra persona fosse felice per far felici noi.Secondo me tutto ciò si ricollega al bisogno che ormai abbiamo di farci approvare ogni cosa che facciamo dagli altri.Approva il mio amore restituendomelo,come i like su instagram:Lo metti ad un amico e speri che anche lui lo metta a te,pensi di scambiarti qualcosa ma non ti stai scambiando niente.
    Comunque grazie perchè fai riflettere.

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  5. La regola del “do ut des” sembra l unica valida. Oggi le buone azioni sono come mezzo di scambio. Faccio il bene solo a chi so che mi ricambiera’; si è persa la gioia della spontaneità e della solidarietà. Abbiamo perso il coraggio di donare gratuitamente senza aspettarci nulla in cambio perché ragionare così è diventato da sciocchi e da ingenui eppure è questo che ci viene chiesto: fare il bene concretamente possibile nella più disarmante gratuita’; perché solo così si può avere il vero contraccambio cioè il bene gratuito dell altro. Mah! Forse sono un ingenuo a ragionare così; ammetto che spesso questo fare il bene gratuito mi ha dato più grattacapi che altro e la gente ha approfittato della mia bontà; eppure no n riesco a ragionare diversamente. Voglio credere che se ognuno fa il bene concreranente possibile può essere di esempio per gli altri e può migliorare se stesso e aiutare gli altri a migliorarsi.

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